Dammi una mano a scrivere
Perché i nostri ragazzi fanno fatica a scrivere? Mancanza di immagini mentali.
Cosa sono?
Il frutto della creazione fantastica prodotta dal nostro cervello.
Come si creano?
Con l’ascolto, senza immagini precostituite da un video, da Tv o da un tablet.
Come puoi aiutare tuo figlio?
Raccontandogli di tutto: fiabe o personali esperienze, descrizioni di luoghi o persone.
Importante è la tua voce, familiare, carica di affettività, amica.
Il bambino naturalmente cresce e con lui deve crescere, diventare più impegnativo anche lo stimolo all’ascolto.
Il racconto non viene abbandonato, ma si introduce la lettura, personale o guidata.
Tuo figlio è poco propenso ad affrontare un libro?
Devi allora aiutarlo avviando tu la lettura del testo, che dovrà essere ben scelto, secondo l’età e i suoi interessi.
Le illustrazioni non devono prevale sul testo. Sarà la mente a produrne di originali.
Il ragazzo scoprirà con sorpresa e soddisfazione che le sue immagini, tradotte in disegni, racconti e produzioni varie, sono diverse, personali, irripetibili.

E’ il suo cervello a essere unico, originale. Ognuno di noi è un instancabile creatore di immagini da ricordare, associare nello spazio e nel tempo, moltiplicare come in un caleidoscopio.
Quando tuo figlio raggiungerà l’età scolare, gli risulterà allora più facile esprimere queste immagini mentali anche nel linguaggio orale e scritto, perché le parole ascoltate si sono riempite di un corpo e si sono impresse come esperienza.
Il linguaggio scritto e orale è oggi più che mai un canale della comunicazione che necessita di educazione e soprattutto di recupero.
A questo proposito apro una piccola parentesi: nell’ ascolto non è coinvolto solo l’orecchio ma tutto il corpo.
Scegliamo allora un luogo, una situazione che aiuti questa disposizione all’ ascolto. Una “poltroncina” personale (ma anche un cuscino buttato in terra!) aiuta a sentirsi a proprio agio, un silenzio tutt’intorno, una luce soffusa (magari una Zigulì da assaporare!!) e mi raccomando la vicinanza, cioè il contatto, una carezza ogni tanto, anzi ogni “poco”.
L’ operazione che andiamo compiendo, è soltanto all’apparenza giocosa, semplice e naturale. In realtà stiamo mettendo in sinergia i due emisferi del cervello del tuo amatissimo uditore.
Anzi, di più, chiamandolo all’ ascolto stiamo accendendo un radar!!
Il cervello è un sistema che pervade tutto il “sé”, ciò che l’ orecchio trasmette arriva sì al sistema centrale ,ma da qui si dirama fino alla periferia del nostro essere, fino al derma!
Tutti abbiamo fatto questa esperienza: arrossire, rabbrividire, impallidire, ascoltando qualcosa di forte!
Senza pretendere di entrare nella difficile scienza della neurofisiologia, tutti noi, fino a qualche tempo fa, ci accontentavamo di sapere che è l’emisfero sinistro quello preposto all’organizzazione del linguaggio, alla selezione logica delle parole, alla strutturazione di un messaggio verbale e invece l’emisfero destro è la dimora dell’immaginazione visiva, della creatività.
Oggi invece, riguardo alla creazione di immagini mentali, si parla di funzioni biemisferiche, che riguardano cioè tutto il cervello.
C’è poi da rispettare un tempo di crescita, un processo di maturazione del nostro cervello perché si sviluppi in tutte le sue parti. Dalle funzioni di base, chiamiamole, per semplificare, istintive, a funzioni più evolute, quali la capacità di autocontrollo, di decisione e così via.
Soltanto a un certo stadio di questa evoluzione, diciamo dai 10 anni,si potranno proporre al ragazzo delle tecniche di composizione. (Non ti spaventare, sono attività belle e semplici, te le mostreremo nei prossimi articoli)
Importante per tuo figlio è vedere che hai tempo da perdere per lui!! Già questo aumenterà la sua sicurezza, autostima, capacità di relazionarsi. Tutto il resto verrà.
In alto i cuori!

