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Vecchi e giovani: “ti ascolto nonno hai tanto da dirmi”

  • Posted by Sandra Nardi
  • Categories Scuola per Comunicare
  • Date 10 Marzo 2022

Da ragazza avevo spesso la sensazione che sarei morta presto.

Stranamente questo  pensiero non mi procurava né tristezza né angoscia.

Semplicemente non mi immaginavo da vecchia; rimuovevo, forse, una realtà che non poteva appartenere alle mie “corde” .

Non sono morta presto e mi ritrovo nonna di otto nipoti .

In questi giorni sto rinfrescando il corredino per il nono ,in arrivo .

Che nonna sono? C’è posto per i nonni in questa nostra  “super-connessa” società ?

Sì ,certo , come no?!

Hai una discreta pensione ,magari un appartamento da mettere a disposizione :tanto tu con tutto quello spazio che ci fai?!

L’importante è che non ti ammali. Pertanto mangia  “il giusto“, muoviti tanto e …..bevi, bevi almeno due litri di acqua al giorno, liscia, a temperatura ambiente e niente dolci!

AIUTO!!

Sto scherzando, e poi non parlo mica di  te e  neppure di me.

Erano solo dei “brutti pensieri“.

Invece è bellissimo  essere nonna quando tuo nipote  spegne il suo tablet (ogni tanto succede, forse perché scarico), ti viene vicino e ti chiede: “ Nonna, mi racconti?”

– “Di cosa ?”

-“Di quando eri giovane“.

E qui ti voglio!

Se non vuoi ricorrere e aggrapparti a quei due o tre  episodi che ormai tu stesso non sai più se c’ eri o se è il raccontarli che li ha creati, ti si fa il vuoto.

Raccontarsi è un’ impresa seria, richiede una “presa  di coscienza “, una “sincerità “, che però può risultare molto utile.

L’ “aneddoto“ può e anzi deve comunque essere la forma del racconto: vivace, colorito, vero.

Non dobbiamo perdere questa occasione, questo “passaggio di testimone “ nella super-staffetta della vita, della Storia.

E’ forse l’unica situazione di vera relazione disinteressata, di volontario ascolto  tra generazioni, altrimenti lontane .

I nonni di oggi sono gli ex ragazzi degli anni sessanta.

Una generazione fortunata, si dice, nata nella pace riconquistata e vissuta e invecchiata senza aver conosciuto guerre, almeno in Italia .

E’ veramente così?

Sì, certo, nessun “caduto “ sul fronte, davanti ad un nemico dichiarato.

Quante battaglie però, quanti profondi e violenti mutamenti che hanno minato le nostre identità e ancora lo fanno .

Se mio nipote di tredici anni mi chiedesse:

-“Nonna, raccontami. Come è l’università? Tu ci sei stata bene? Ti è piaciuta?”

Cercherò di avere  le parole giuste per dirgli che sì, mi piaceva molto seguire le lezioni.

Soprattutto quelle del professor Prini, storia della filosofia, mi aprivano la mente.

A casa studiavo con la mia amica e poi ci presentavamo all’esame, tremanti ma con la voglia di misurarci, di confrontarci con quei cattedratici che ammiravamo .

Dovrò pure raccontargli , però , che tante volte, arrivate davanti alla sede, la trovavamo  “occupata“.

L’ esame non si fa: c’è “assemblea”. I professori fuori e in cattedra ….

-“E tu nonna ,che facevi ?”

Il “cane muto“, dovrei rispondere .

– “Riprendevo il treno e tornavo a casa “.

– “E l’esame ? “

– “Rinviato“.

– “Ma tu lo volevi dare l’esame. Perché non hai gridato più forte di loro?“

– “Non ce l’ho fatta a dire la mia . Non faceva  “fico “. Quelli come me stavano zitti.

E’ certa una cosa : si impara più dagli errori che si fanno che dalle cose giuste.

I primi non si dimenticano più.

Perciò ragazzo mio, ascolta la tua coscienza, chiedi il discernimento e  poi  “dì la tua”.

Gridala dai tetti .

Questo è il testimone che posso passare a mio nipote.

Questo è il mio contributo alla forza delle sue radici .

Tu ne avrai di più efficaci ,magari che daranno a tuo nipote la voglia di diventare come te ,di sceglierti come modello .

Mi raccontava un giovane amico che si era trovato una volta in mezzo ad una tempesta in Madagascar. C’erano grandi alberi, i baobab, alti tronchi, folte chiome.

Passata la tempesta erano tutti a terra : i baobab hanno corte radici .

A te non succederà, ragazzo : possono cadere tutte le foglie, spezzarsi qualche ramo, ma se hai forti radici, nessuna tempesta ti potrà abbattere.

Forza nonni! Questo è il nostro unico vero compito.

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Sandra Nardi

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