I Bambini Crescono Insieme …..SocialMente
LO SVILUPPO SOCIO-RELAZIONALE NEL BAMBINO
“Per il bambino infatti, l’altro presenta una doppia faccia: è altro da sé ed allo stesso tempo gli
è simile […]. Nella misura in cui l’altro gli rinvia la propria immagine, il bambino prende
coscienza della propria identità […]. La conoscenza di sé, presupposto di ogni conoscenza
del mondo circostante, è in qualche modo un gioco dialettico tra i due poli che
caratterizzano la presenza dell’altro: la somiglianza e la differenza.” (Vayer e Camuffo).

La socialità nel bambino … è un processo attraverso cui il bambino, rapportandosi con le altre persone, potrebbe subire, nell’arco del tempo di sviluppo, un cambiamento.
Lo sviluppo sociale del bambino dipende da tre aspetti fondamentali:
- Le funzioni cognitive (linguaggio, percezione, attenzione, memoria, emozione, ragionamento).
- L’esperienza (il numero e la qualità delle relazioni in cui il bambino si è impegnato).
- I cambiamenti nell’ambiente che circonda il bambino (aspettative, richieste, compiti).
Quali cambiamenti apporta la socializzazione nel bambino durante la crescita?
Attraverso l’evoluzione delle funzioni cognitive, la crescita del bambino e la differenziazione dell’esperienze emozionale, sviluppate nell’ambito delle relazioni, nel bambino cambia:
- la visione di sé;
- il significato dell’identità personale;
- conoscenze sulle modalità più adeguate per rapportarsi agli altri.
La relazione permetterà al bambino di … differenziarsi dall’altro per raggiungere una maggiore autonomia in contrasto all’iniziale dipendenza dalle figure di riferimento.
Quando il bambino si relazione con l’Altro (genitore, insegnante, bambini) sviluppa una maggiore conoscenza di se stesso (Concetto di sé) modificandosi soprattutto in base alle informazioni provenienti dalle altre persone. Quest’ultime faranno da guida all’esperienze emozionali e alla condotta nella vita.
Tutto questo potrebbe influenzare l’autostima?
Effettivamente l’autostima del bambino potrebbe assumere una modificazione in base ai successi e agli insuccessi che ne ricaverà dal sentirsi più o meno accolto dagli altri.
Ma come i bambini si scelgono gli amici?
La modalità con cui il bambino si relaziona agli altri dipende in maniera sostanziale dall’idea che ha di sè stesso. Questa concezione di sè sarà utilizzata dal bambino per la scelta degli amici con i quali si sentirà a suo agio, supportato e affettivamente contraccambiato.
I bambini in prima persona scelgono i loro compagni secondo due principi: la capacità di accoglienza e la capacità di comprensione. I bisogni che ne corrispondono sono principalmente due:
• il bisogno di sentirsi sicuri;
• il bisogno di comunicare.
Inoltre scelgono principalmente e spontaneamente chi vedono come più simile a sé.
Le relazioni con il gruppo dei pari a partire dall’ingresso alla scuola assume un’importanza rilevante nella vita dei bambini. Ora sono in grado non solo di leggere empaticamente gli stati emotivi dei loro coetanei ma anche di immaginarsi cosa li ha provocati, di attribuirne le cause con sempre maggior precisione e complessità (sviluppo della loro teoria della mente).
Rapporto con gli adulti
Nel corso di tutto lo sviluppo l’adulto rappresenta per il bambino un punto di riferimento importante per la definizione di sé e di quanto valga.
Infatti è nella relazione con l’adulto che il bambino, fin dalla nascita, riceve i messaggi che fondano il suo sentirsi una persona che vale, che è degna di essere amata e che di fatto amata.
I bambini hanno quindi bisogno di adulti che siano interlocutori validi, che permettano al contempo di riconoscersi e di essere riconosciuti. L’attaccamento è il legame speciale che il bambino stabilisce con gli adulti che si prendono cura di lui. Il primo è quello nei confronti della madre, ma nel corso della vita si vivono molte altre esperienze di attaccamento.
Anche l’allenatore può essere una figura di attaccamento per i suoi atleti se risponde in maniera adeguata alle richieste emotive ed affettive di contatto, calore, rifugio, sicurezza, accoglienza che essi pongono in modo diverso alle varie età. In questo caso egli diventa una “base sicura”, dove tornare per rilassarsi, trovare conforto, riprendere energia per “partire” per nuove sperimentazioni.
Ma come può l’adulto promuovere la socialità nel proprio figlio?
Un adulto in grado di fare da base sicura generalmente ha uno stile educativo autorevole esso è caratterizzato:
- dalla capacità di porre regole ragionevoli e di farle rispettare;
- dalla capacità di essere affettivamente vicino e responsivo nei confronti dei bisogni del bambino.
Tale stile educativo è inoltre quello che presenta le ripercussioni migliori su fiducia in sé, autostima, valore del sé e autonomia.
E’ quindi molto importante, al fine di favorire lo sviluppo sociale dei nostri figli, creare un ambiente familiare dove regnano: amore, disciplina e armonia. Ciò è possibile solo se si conoscono a fondo i propri figli e se stessi, instaurando con loro un rapporto sereno basato sulla comprensione e stima reciproca.
(Dott.ssa Lucia Cozzolino)

