• Chi Siamo
  • Blog
    • Scuola per Comunicare
    • Fisioterapia
    • In Viaggio per Crescere
    • Psicoterapia del Benessere
  • Corsi
  • Collabora con noi
Prendimi per mano
  • Chi Siamo
  • Blog
    • Scuola per Comunicare
    • Fisioterapia
    • In Viaggio per Crescere
    • Psicoterapia del Benessere
  • Corsi
  • Collabora con noi

Psicoterapia del Benessere

  • Home
  • Blog
  • Psicoterapia del Benessere
  • Il mio Bambino mi Provoca …… A Cambiare?

Il mio Bambino mi Provoca …… A Cambiare?

  • Posted by Lucia Cozzolino
  • Categories Psicoterapia del Benessere
  • Date 25 Gennaio 2022

Un volto imbronciato, arrabbiato di un figlio, che bisogno esprime?

Se ti è capitato di vedere nei tuoi figli un broncio, una “faccia arrabbiata” senza riuscirne a capire il motivo, in questo articolo ti svelo come interpretarne i bisogni, e cosa importante cosa guardare per riconoscerli.

A volte capita che quel “tenero” faccino ti punzecchi e ti faccia sentire provocata, come comportarsi?

Il volto per lo più ostile ed ombroso dei bambini provocatori, dovrà farci interrogare e cercare in loro, in noi stessi e nei nostri metodi educativi una eventuale risposta al problema.

rabbia bambino

Ma chi sono questi bambini difficili?

Oggi “Conoscerli” è sempre di più il desiderio di molti educatori (genitori, insegnanti ed altre figure d’accudimento). Il bambino che provoca, violento verbalmente e fisicamente, riporta indubbiamente  (a mal modo) un disagio, la cui espressione ultima spesso è la rabbia.

La rabbia nel bambino si presenta come dice Damasio, “una perturbazione totale della mente e del corpo” (1996, p.69). Tale perturbazione suscita nel bambino un incontrollato bisogno di scaricarla, verbalmente o fisicamente, attraverso: morsi, imprecando, calci, gridando, picchiando, perdendo il controllo.

Pertanto quali sono i loro bisogni?

Principalmente i bambini chiusi nella propria rabbia hanno bisogno di:

  • comunicare la confusione che sentono, perdendo la capacità di pensare a causa della sovra stimolazione dello stato corporeo. Ciò non permette al bambino di empatizzare;
  • dover eliminare sia la tensione sia la persona che reputano esserne causa attraverso la loro distruzione. In questo stato il bambino si sente in uno stato d’emergenza, e l’unica soluzione per lui sarà aggredire;
  • di recuperare la loro capacità pensante per mezzo dell’esclusivo aiuto di un adulto disposto ad aspettare il  traguardo dell’espansione della sua rabbia.

Che cosa è importante osservare per riconoscerli?

I bambini in preda alla rabbia sono per lo più oggetto dei loro stessi istinti, incapaci quindi di calmarsi. Spesso si comportano male e potrebbero soffrire di difficoltà d’apprendimento ed essere ossessionati da film violenti.

Cosa dovrei evitare quando mio figlio mi provoca?

Un bambino che costantemente provoca, indubbiamente, turba molto l’equilibrio di quelli che lo circondano. I comportamenti d’emergenza (cioè attaccare gli altri per difendersi dalle minacce, reali o non, del mondo esterno) sono le modalità reattive attraverso cui  il bambino sovreccitato fa scattare odio e vergogna nell’altro.

Di fronte a ciò le reazioni indesiderate, ma più scontate, che l’adulto adopera sono:

  • non riuscire a riflettere;
  • provare gli stessi sentimenti: rabbia e odio;
  • sentirsi sottomessi;
  • non riuscire a tollerare la tensione che si crea nell’ambiente circostante, senza riuscire a contenerla.

Il problema del genitore diventa quello di trattare con i sintomi  (distruttività e iperattività) del bambino piuttosto che con la causa, che è il desiderio di nascondere la loro vulnerabilità.

Come dovrei comportarmi?

Facendo riferimento, alle funzioni regolatrici della relazione ADULTO-BAMBINO con rabbia, bisogna:

  • Sintonizzarsi. Vuol dire rispondere alla energia rabbiosa con vivace empatia ovvero con frasi tipo: “Be in effetti sei proprio arrabbiato!”, “Le nostre regole ti fanno proprio tanto arrabbiare?”, “Capisco che provi tanta rabbia, proviamo a disegnarla?”.
  • Convalidare. Il bambino con rabbia ha bisogno di riconoscimento rispetto a ciò che è lui e a ciò che prova. Il genitore deve immaginarlo come un neonato pertanto il suo compito principale in questa fase sarà quello di aiutarlo a trovare delle connessioni tra emozioni e parole.
  • Contenere. Il bambino non ha la capacità di elaborare emotivamente la sua sofferenza. Pertanto sarà opportuno restare calmi, forti e gentili per riuscire a stare con un bambino emotivamente turbolento, privo di senso del limite, aggressivo o respingente;
  • Calmare. Toccare il bambino in modo tranquillo e fermo è molto efficace. Il bambino se si sente emotivamente protetto e al sicuro il suo livello  di stato d’emergenza (l’aggressività) si abbasserà, ciò ne significherà un cambiamento positivo.

Il principale segreto……

sarà a tal proposito che all’instabilità del bambino l’educatore dovrà rispondere con controllo e fermezza, poiché l’unica sicurezza del bambino insicuro è avere accanto un adulto stabile e solido.

Quindi il cambiamento che un bambino provocatore chiede ad un adulto è quello di riscoprirsi come punto di riferimento stabile e solido per il bambino stesso.

E’ Bello Prendersi per Mano.

Bibliografia

Damasio A. (1996), The Feeling of What Happens, London, Vintage;

Fabre Nicole (2001), Questi bambini che ci provocano, Ed. Scientifiche Magi;

Sunderland Margot (2005), Aiutare i bambini pieni di rabbia e odio, Ed. Erickson;

  • Share:
author avatar
Lucia Cozzolino

Psicoterapeuta - Scopri di più

Previous post

La musica come strumento per comunicare emozioni
25 Gennaio 2022

Next post

I Bambini Crescono Insieme …..SocialMente
26 Gennaio 2022

Ti potrebbero interessare

5DEA9FE5-5AB7-4547-980D-4CF0CC05DF63
I Bambini Crescono Insieme …..SocialMente
26 Gennaio, 2022
creativita-prendimipermano
La creatività e la noia come utili alleate per la crescita
23 Dicembre, 2021

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerca nel sito

Categorie

  • Fisioterapia
  • In Viaggio per Crescere
  • Psicoterapia del Benessere
  • Scuola per Comunicare
Visitando il Parco fluviale del Nera entriamo in casa Piermarini
02Apr2022
Ascoltare i desideri dei nostri figli
14Mar2022
Vecchi e giovani: “ti ascolto nonno hai tanto da dirmi”
10Mar2022
Un rimedio alla solitudine: mi ascolto e inizio un diario
21Feb2022

Iscriviti alla nostra newsletter

Nome:

Email:

Blog

  • Scuola per Comunicare
  • Psicoterapia del Benessere
  • Fisioterapia
  • In Viaggio per Crescere

Instagram

Contatti

  • [email protected]
Facebook Youtube Instagram

Copyright 2020-2021 © Prendimi per mano| All Rights Reserved