La creatività e la noia come utili alleate per la crescita
Se come Mamma o Papà, ti stai chiedendo se è giusto riempire di impegni la giornata dei tuoi figli per non farli annoiare, sei nel posto giusto, in questo articolo parleremo proprio di Noia e Creatività, il luogo dove tutto è possibile, quindi mettiti comodo e cominciamo.
Oggi sempre di più i genitori si pongono degli interrogativi:
Quanto è giusto riempire le giornate dei nostri figli con diverse attività?
E’ importante non farli annoiare?
Quando soffrono la noia e diventano facilmente irascibili e lamentosi, cosa dovremmo fare?
Dagli anni ’90 ad oggi, c’è stato un esponenziale cambiamento tecnologico che ha portato ad un aumento di informazioni rapide e continue.
Sempre di più, i nostri figli, sia a casa che a scuola che durante le attività sportive, sono esposti ad ambienti ricchi di stimoli e raramente vivono la sensazione di noia, quando ciò accade difficilmente la sanno gestire e le principali reazioni sono di tipo aggressivo, la classica lagna o capricci più o meno intensi di vario genere.
Siamo onesti con noi stessi, per quanto possano essere “bravi”, ti sarà capitato almeno una volta di assistere ad un capriccio apparentemente immotivato.

Come mai succede?
Certo è che la noia può promuovere la creatività e ciò è confermato da uno studio recente sul Creativity Research Journal.
Allora la domanda nasce spontanea:
Perché capita di vedere un bambino annoiato che invece di creare novi mondi, si lagna?
La noia si definisce come la maggiore sofferenza dell’anima, noia significa insoddisfazione perenne di quello che già si possiede, incapacità di stare in riposo.
Il matematico Blaise Pascal ci suggerisce una chiave di lettura.
Oggi siamo bombardati in continuazione da innumerevoli stimoli esterni, nel momento che vengono a mancare, in molti casi i bambini non sanno come crearli, è come se avessero perso l’abitudine a ricreare stimoli e giochi nuovi.
Stando, infatti, ai risultati della ricerca, condotta su 300 mila persone sottoposte a uno dei test più usati per misurare la creatività (Test di Torrance) dal 1990 in poi, anno dei nativi digitali c’è stato un evidente declino dei punteggi, mentre gli analoghi test sull’intelligenza indicano una continua crescita del quoziente intellettivo.
In ambienti sempre più ricchi di stimoli ne consegue da un lato bambini sempre più intelligenti, dall’altra un inventiva “addormentata”.
Secondo i ricercatori ciò accade anche perché oggi più che mai le relazioni sono sempre più impersonali per via della tecnologia; la televisione, lo smartphone, il tablet ed i video giochi, hanno preso il posto delle bambole, del monopoli e delle macchinine, e sono diventati nella maggior parte dei casi i moderni babysitter, cosicché i “segnali” comunicativi originari dal contatto diretto vengono a diminuire incrementando personalità estrose.

Ma che cos’è la creatività?
La possiedono tutti i bambini o è una prerogativa di pochi talentuosi?
La creatività può essere intesa come:
- un atteggiamento ovvero una apertura verso l’esperienza, accettazione del rischio e della contraddittorietà, spirito d’avventura, predilezione verso la complessità;
- una potenzialità ovvero la flessibilità, l’originalità e la fluidità dell’idee;
- un processo ovvero gli educatori come gli insegnanti devono promuovere forme di funzionamento mentale abitualmente non usate; ad esempio la risoluzione creativa di un problema.
I genitori insieme agli insegnanti potrebbero educare i bambini alla creatività non impartendo strategie meccaniche ovvero suggerendogli ciò che devono o non devono fare bensì aiutandoli a cambiare atteggiamento, a promuovere potenzialità e ad insegnare processi.
La creatività non è prerogativa di pochi individui con dotazioni particolari, è come dice Albert Einstein: “La creatività è l’intelligenza che si diverte”.
Se il test pubblicato sul Creativity Research Journal dice che i bambini sono sempre più intelligenti e la creatività è l’intelligenza che si diverte, è solo da risvegliare questa parte che si sta facendo un sonnellino.
La collaborazione tra insegnanti e famiglie, ricopre un ruolo sempre più importante e potrebbero nascere azione educativa per mezzo di programmi specifici.
Tre fattori influenzano la creatività: la curiosità intellettuale, l’interesse e il clima emotivo. A tal proposito sia gli educatori sia gli insegnanti dovrebbero orientare i loro programmi.
Come potremmo aiutare i nostri figli a tollerare la noia?
- Aumentare la quantità di tempo libero: certo è che programmi scolastici abbastanza ampi, attività collaterali di ogni genere e giochi elettronici hanno assorbito il tempo libero, che invece andrebbe dedicato anche ad annoiarsi un po’ visto che proprio la noia alimenta le nuove idee;
- Favorire le attività poco strutturate: gioco all’aperto, lettura, visite allo zoo, passeggiate nel parco, aiuta gli alunni delle scuole elementari ad avere performance creative migliori. Il gioco di ruolo, un classico delle attività infantili, è uno dei modi migliori per stimolare il “genio”. E uno studio americano su 56 adulti conferma: bastano quattro giorni di full immersion nella natura, senza diavolerie elettroniche, per dare una tregua alla mente che, non più costretta a dare fondo alle sue capacità di attenzione, ritrova slancio e creatività.
- Incentivare la fantasia e la creatività per mezzo di lavoretti manuali come pittura, bricolage, lavorazione di creta o di pasta di sale, etc.
Gli educatori oggi più che mai devono sostenere i bambini ad avere un pensiero divergente, caratteristica alla base della creatività secondo molti studiosi: chi vede oltre gli steccati, facendosi distrarre da stimoli collaterali insoliti, è più ingegnoso e innovativo di chi utilizza solo il pensiero convergente, ovvero focalizzato su un obiettivo, logico e razionale.

Secondo molte ricerche, poi, chi è creativo è anche più intelligente, mentre l’inverso non è scontato.
In conclusione, è possibile definire la creatività, e stimolarla?
Certo che è possibile!
La creatività è soprattutto la capacità di associare elementi molto distanti fra loro per trarne una novità, è la sapiente combinazione di fluidità nel partorire le idee, flessibilità di passare da una situazione all’altra traendone spunti, è essere originali nel pensiero ed elaborare con innovazione il proprio pensiero.
Oggi più che mai è il tempo di fermarsi a pensare liberamente, fermarsi accanto ai nostri figli durante la nostra routine, fermarsi riflettendo insieme a loro su alternative di gioco da creare. Questo darà luogo a molteplici benefici: una maggiore attenzione reciproca, condividere qualità di tempo, piuttosto che quantità, una migliore relazione con i nostri bambini, aumentare la fiducia per affrontare le eventuali situazioni di intollerabilità dei bambini verso il piacere e l’interesse che possono nascere dalle cose più semplici che la vita offre.
La salvezza umana giace nelle mani dei creativi insoddisfatti. (Martin Luther King).
E’ Bello Prendersi per Mano.
Riferimenti bibliografici
M. Giorgetti, P.Pizzingrilli, A. Antonietti: Creatività: come promuoverla a scuola? – Rivista Psicologia e Scuola, Nov.Dic. 2009 (Ed. Giunti Scuola);
Corriere della sera – Se volete essere creativi imparate ad annoiarvi (e a staccare la spina) – di Elena Meli
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